Nei giorni scorsi in Alto Adige è iniziata la caccia alle marmotte

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Anche quest’anno  il Presidente della Giunta provinciale di Bolzano ha firmato il decreto di uccisione di migliaia di marmotte. Potranno essere uccisi esemplari adulti e i giovani nati a inizio estate, anche nei sette parchi naturali dell’Alto Adige.

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A chiedere gli abbattimenti sono i cacciatori altoatesini, che ogni anno manifestano l’aspirazione a poter uccidere questa specie, e i produttori di latte dell’Alto Adige. Gli allevatori  lamentano danni causati dalle marmotte nei prati da sfalcio. Danni tutto sommato limitati, se si considera che a causa dello scavo delle tane  vengono persi pochi metri quadrati di prato.  Tuttavia, i danni non vengono assolutamente tollerati.
Per risolvere il problema, ogni anno, a settembre, il presidente Kompatcher autorizzata l’uccisione di alcune migliaia di esemplari, in questo modo soddisfa le richieste di cacciatori e agricoltori.

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Come si è arrivati ad autorizzare la caccia alla marmotta in provincia di Bolzano

Nelle altre regioni italiane la marmotta è una specie protetta, la caccia é vietata. La caccia in Alto Adige è possibile grazie  ad un decreto legislativo del Governo Renzi, emanato nel 2016, pochi giorni prima del referendum costituzionale,  in cambio del sostegno della SVP (partito al governo della provincia di Bolzano) al voto referendario.

Per maggiori informazioni l’articolo sul blog del quotidiano La Repubblica:

http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2016/11/27/renzi-spara-alle-marmotte/

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Rischia di scomparire per fare posto ad altri capannoni uno degli ultimi boschi fluviali dell’Alto Adige

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A Bressanone, in Val d’Isarco,  un bosco fluviale di circa due ettari, uno degli ultimi rimasti e importante habitat per specie animali rare, come il picchio rosso minore, e unico sito di riproduzione per l’airone cenerino, rischia di essere distrutto per fare posto a capannoni industriali. La zona fluviale circostante è già stata quasi completamente edificata. Franz Pattis, un attivo ambientalista di Bressanone, tenta di salvare il bosco.

A sostegno del signor Pattis il Comitato Civico di Bressanone e alcune associazioni ambientaliste.

20190914_124513Franz Pattis (a destra) con due rappresentanti delle associazioni

 

20190914_124106Nel bosco sono presenti alberi di notevoli dimensioni

L’articolo sul quotidiano Alto Adige:

https://www.altoadige.it/cronaca/bressanone/da-bosco-ad-area-edificabile-il-comitato-civico-si-oppone-1.2094995

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Centinaia di migliaia di pesci uccisi a Rio Pusteria durante le operazioni di pulizia del bacino

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Gli effetti negativi della produzione di energia idroelettrica in Alto Adige. Centinaia di migliaia di pesci uccisi nella Rienza e nell’Isarco dalla pulizia del bacino dai sedimenti. Tra maggio e giugno, la concessionaria Alperia, ha riverato nei corsi d’acqua colate di fango. Gli avannotti non sono sopravvissuti alla grande quantità di sedimenti che intorbidiscono le acque. Continua a leggere

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Dal 1 settembre in Alto Adige aprirà la caccia a femmine e piccoli di capriolo

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Dal 1 settembre in Alto Adige aprirà la caccia alle femmine di capriolo con il loro piccolo, lo consente la legge provinciale sulla caccia. I piccoli nati a inizio estate, potranno essere uccisi anche nei Parchi naturali dell’Alto Adige.

Screenshot_20190827-122243_Photos.jpgMadre e piccolo nella foto ricordo di un cacciatore

Secondo i dati della provincia di Bolzano, nel corso del 2018, sono stati uccisi 7.772 caprioli.

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Questa specie causa danni trascurabili all’agricoltura. Danni che si possono prevenire dotando le aree agricole (frutteti, vigneti, coltivazioni di verdure) di apposite recinzioni.  Appare quindi del tutto ingiustificata la caccia a questa specie.

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Coltivazione delle mele in Trentino-Alto Adige, anche nel corso di quest’anno è stato utilizzato il glifosato

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Nonostante l’Organizzazione mondiale della sanità, già negli anni scorsi abbia stabilito che il glifosato, il diserbante più usato al mondo, sia “probabilmente cancerogeno”, e numerosi studi dimostrino la pericolosità di questa sostanza per la salute umana, le direttive per la coltivazione integrata delle mele del Trentino e dell’Alto Adige ne hanno autorizzano, anche per quest’anno, l’impiego. Continua a leggere

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Wanderung – Das Ökosystem Montigglerwald und die Nachhaltigkeit

bild481Am 25.05.2019, von der Umweltgruppe Kaltern organisiert. Der  Begleiter ist Alberto Fostini – Naturliebhaber, Wanderführer, ehemaliger Forstinspektor, Naturheiler, nun Rentner und Buchautor: fostini.alberto@hotmail.de – Tel.: 0039 3404900414

Anmeldungen bei Weissensteiner Karin tel.0471963632 + 3386268779.

Weitere Informationen: Nachhaltigkeit-Montiggl 2019

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Il Trentino–Alto Adige è la regione italiana che ha la distribuzione più elevata di pesticidi, nel 2016 sono stati superati i 62 kg per ettaro

Grafico Principi attivi 2003- 2016La coltivazione delle mele, diffusa soprattutto nella valle dell’Adige e in Val di Non, porta la regione Trentino–Alto Adige al triste primato di regione italiana con la maggiore distribuzione di pesticidi. Nel 2016, su ogni ettaro di superficie trattabile, che comprende i seminativi e le coltivazioni legnose agrarie, sono stati distribuiti 62,2 kg di principi attivi, quasi dieci volte la media nazionale di 6,63 kg/ettaro. I dati sono stati pubblicati dall’ISPRA sull’Annuario dei dati ambientali – Edizione 2018, che rende disponibili le rilevazioni annuali sull’utilizzo di prodotti fitosanitari nelle diverse regioni italiane. L’articolo

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