Api morte a causa dei pesticidi, il triste primato è dell’Alto Adige

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L’Annuario dei dati ambientali ISPRA anno 2018, relativo ai settori agricoltura e selvicoltura, riporta i dati delle morie di api dovute ai pesticidi nel periodo 2015 – 2017.

Nella pubblicazione vengono messi in relazione i fenomeni di moria delle api registrate sul territorio nazionale con il rinvenimento di principi attivi di prodotti fitosanitari in matrici apistiche, confermati da laboratori di analisi preposti e riconosciuti dalla normativa.

Lo scopo della raccolta dati è quello di individuare l’entità, su scala nazionale, con la quale i principi attivi dei prodotti fitosanitari sono associati a fenomeni di moria nelle api domestiche (Apis mellifera subsp.). Tali dati forniscono informazioni anche sulla diffusione della contaminazione ambientale da fitofarmaci.

Grafico - Casi di moria di api con presenza di principi attivi.jpg

Nel corso del 2017 sono state registrate 124 segnalazioni di mortalità o spopolamenti di alveari, delle quali 50 con presenza di principi attivi rinvenuti nelle api. Queste segnalazioni sono state suddivise per regione (Figura 1.21) e mostrano la presenza dei differenti principi attivi rinvenuti dalle analisi su campioni di api morte.

Nel 2017 la maggioranza dei casi osservati si evidenzia nella provincia autonoma di Bolzano (15), seguita da Valle d’Aosta (8) e Veneto (7). Infine, dall’analisi del trend annuale di morie, si evince che i mesi con maggior numero di casi sono aprile, maggio e giugno, coincidenti con le fioriture primaverili (Figura 1.22). In tali periodi, nei quali è vietato effettuare trattamenti fitosanitari, le api svolgono un intensa attività di bottinamento che le rende maggiormente vulnerabili alla presenza di inquinanti diffusi nell’ambiente, in particolare i fitosanitari nelle aree agricole dopo i trattamenti.

Figura 1.22 - Numero di casi di avvelenamenti con presenza di principi attivi%2c suddivisi per mese.jpg

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Dal 1º ottobre in Alto Adige riapre la caccia alla pernice bianca, una delle specie animali maggiormente in pericolo sulle Alpi

foto-pernice-maurizio-bedin.jpg(Foto: Maurizio Bedin)

La pernice bianca, relitto delle ultime glaciazioni, sta lentamente scomparendo a causa dei cambiamenti climatici e delle attività umane.

UNA SPECIE CHE VIENE DAL FREDDO – La Pernice bianca appartiene alla famiglia dei tetraonidi, uccelli i cui attuali areali di distribuzione coincidono con le fredde regioni settentrionali del Continente Eurasiatico e addirittura con le zone artiche. La presenza della Pernice sulle Alpi, quindi molto più sud, è legata al fenomeno delle glaciazioni. Nel periodo glaciale, durato centinaia di migliaia di anni, i ghiacciai dell’Asia e del Nord Europa si espansero fino a raggiungere l’Europa centro-meridionale. Questo determinò la “migrazione” alle nostre latitudini di alcune specie artiche. Al ritiro
dei ghiacciai, avvenuto circa 15.000 anni fa, la Pernice bianca e altre specie si ritirarono verso nord e alle nostre latitudini nelle zone di montagna, cioè nei soli territori in cui il clima e la vegetazione erano simili a quelli delle fredde zone di provenienza. Le Alpi sono quindi una sorta di “isola meridionale” in cui la Pernice fino a oggi è riuscita a sopravvivere.

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Gita – corso in Val Venosta

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Impariamo a conoscere la natura
in VAL VENOSTA
I diversi ambienti
Data: domenica 29 settembre 2019

Per maggiori informazioni:

La locandina

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Nei giorni scorsi in Alto Adige è iniziata la caccia alle marmotte

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Anche quest’anno  il Presidente della Giunta provinciale di Bolzano ha firmato il decreto di uccisione di migliaia di marmotte. Potranno essere uccisi esemplari adulti e i giovani nati a inizio estate, anche nei sette parchi naturali dell’Alto Adige. Continua a leggere

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Rischia di scomparire per fare posto ad altri capannoni uno degli ultimi boschi fluviali dell’Alto Adige

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A Bressanone, in Val d’Isarco,  un bosco fluviale di circa due ettari, uno degli ultimi rimasti e importante habitat per specie animali rare, come il picchio rosso minore, e unico sito di riproduzione per l’airone cenerino, rischia di essere distrutto per fare posto a capannoni industriali. La zona fluviale circostante è già stata quasi completamente edificata. Franz Pattis, un attivo ambientalista di Bressanone, tenta di salvare il bosco.

A sostegno del signor Pattis il Comitato Civico di Bressanone e alcune associazioni ambientaliste. Continua a leggere

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Centinaia di migliaia di pesci uccisi a Rio Pusteria durante le operazioni di pulizia del bacino

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Gli effetti negativi della produzione di energia idroelettrica in Alto Adige. Centinaia di migliaia di pesci uccisi nella Rienza e nell’Isarco dalla pulizia del bacino dai sedimenti. Tra maggio e giugno, la concessionaria Alperia, ha riverato nei corsi d’acqua colate di fango. Gli avannotti non sono sopravvissuti alla grande quantità di sedimenti che intorbidiscono le acque. Continua a leggere

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Dal 1 settembre in Alto Adige aprirà la caccia a femmine e piccoli di capriolo

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Dal 1 settembre in Alto Adige aprirà la caccia alle femmine di capriolo con il loro piccolo, lo consente la legge provinciale sulla caccia. I piccoli nati a inizio estate, potranno essere uccisi anche nei Parchi naturali dell’Alto Adige. Continua a leggere

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